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Cybersecurity 4 min di lettura

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Microsoft 365 nel cloud? I tuoi dati non sono al sicuro come pensi

C’è un malinteso pericolosissimo che circola tra le aziende italiane: “I nostri dati sono su Microsoft 365, quindi sono al sicuro nel cloud di Microsoft”. Questa convinzione ha causato più perdite di dati di quanto si possa immaginare. Microsoft garantisce la disponibilità del servizio, non la protezione dei tuoi dati. La differenza è enorme e comprenderla è fondamentale.

Microsoft stessa lo dichiara esplicitamente nel suo Shared Responsibility Model: l’azienda è responsabile dell’infrastruttura cloud e della sua disponibilità, ma la protezione dei dati — backup, ripristino, retention a lungo termine — è responsabilità del cliente. Punto. Non c’è ambiguità.

Cosa può andare storto senza backup

Pensare che i dati nel cloud siano intrinsecamente protetti è come pensare che un appartamento in un palazzo con portiere non abbia bisogno di serrature. Ecco gli scenari concreti in cui le aziende perdono dati su Microsoft 365:

Cancellazione accidentale

Un utente cancella per errore una cartella SharePoint con mesi di documenti di progetto. Microsoft conserva gli elementi nel cestino per 93 giorni, poi li elimina definitivamente. Se il problema viene scoperto dopo quel termine — e succede più spesso di quanto si pensi — i dati sono persi per sempre.

Cancellazione dolosa

Un dipendente scontento che lascia l’azienda può cancellare deliberatamente email, file e contatti prima di andarsene. Quando l’account viene disabilitato, Microsoft elimina la mailbox dopo 30 giorni. Senza un backup indipendente, tutto quel patrimonio informativo svanisce.

Ransomware

OneDrive e SharePoint sincronizzano i file con i dispositivi locali. Se un ransomware cripta i file sul PC, la crittografia viene sincronizzata anche nel cloud, sovrascrivendo le versioni pulite. Il versioning di OneDrive offre un certo grado di protezione, ma ha limiti di retention e può essere inefficace contro ransomware sofisticati che manipolano anche le versioni precedenti.

Attacchi all’account

Un account Microsoft 365 compromesso tramite phishing dà all’attaccante accesso completo a email, file, Teams, SharePoint. L’attaccante può esfiltrare dati, cancellarli o modificarli. Le azioni compiute dall’attaccante sono viste dal sistema come azioni dell’utente legittimo, complicando enormemente il ripristino.

Problemi di retention normativa

Alcune normative richiedono la conservazione di email e documenti per periodi specifici (5, 10, anche 20 anni). Le policy di retention di Microsoft 365 possono essere configurate, ma sono complesse, fragili e insufficienti per esigenze di conservazione a lungo termine. Un errore di configurazione può causare la perdita di dati che per legge dovevano essere conservati.

Cosa offre Microsoft nativamente

Per onestà intellettuale, vediamo cosa Microsoft mette a disposizione:

  • Cestino a due livelli: primo cestino (utente) + secondo cestino (admin), con retention combinata di 93 giorni per SharePoint/OneDrive
  • Versioning: OneDrive e SharePoint conservano versioni precedenti dei file (configurabile, default 500 versioni)
  • Litigation Hold ed eDiscovery: per conservare dati a fini legali (richiede licenze specifiche)
  • Retention Policies: policy configurabili per conservare o eliminare contenuti in base a regole temporali

Questi strumenti sono utili ma non sostituiscono un backup. Non offrono un ripristino point-in-time completo, non proteggono contro tutti gli scenari di perdita, e la loro configurazione è complessa al punto che molte aziende li lasciano alle impostazioni predefinite.

La soluzione: backup di terze parti

Un sistema di backup dedicato per Microsoft 365 risolve tutti gli scenari sopra descritti. Le soluzioni leader del mercato — Veeam Backup for Microsoft 365, Acronis Cyber Protect, Datto SaaS Protection, AvePoint — offrono:

  • Backup automatico di email, OneDrive, SharePoint, Teams
  • Ripristino granulare: singola email, singolo file, singola cartella, oppure ripristino completo della mailbox o del sito
  • Point-in-time recovery: ripristino dei dati così come erano in un momento specifico nel passato
  • Retention illimitata: conservazione dei backup per il tempo necessario, indipendentemente dalle policy Microsoft
  • Archiviazione indipendente: i dati di backup risiedono su storage separato da Microsoft 365, proteggendoli anche in caso di compromissione dell’ambiente Microsoft
  • Ricerca e-discovery: ricerca full-text nei backup per esigenze legali o di compliance

Dove archiviare i backup

I backup di Microsoft 365 possono essere archiviati in diversi modi:

  • Cloud del provider di backup: soluzione più semplice, gestita interamente dal vendor
  • Proprio tenant cloud: su Azure, AWS o altro cloud provider, per mantenere il controllo completo sui dati
  • Storage on-premise: per chi preferisce avere una copia locale dei dati, utile anche per conformità normativa
  • Approccio ibrido: combinazione di cloud e on-premise per massima resilienza

Quanto costa non avere un backup

Il costo di una soluzione di backup per Microsoft 365 è tipicamente di 2-5 euro per utente al mese. Il costo di una perdita di dati — in termini di tempo di ripristino, produttività persa, potenziali sanzioni normative e danni reputazionali — è incomparabilmente superiore. È uno di quei casi in cui l’analisi costi-benefici è lampante.

Non lasciare i tuoi dati senza rete

Microsoft 365 è una piattaforma eccellente per la produttività aziendale, ma non è un servizio di backup. Trattarlo come tale è un rischio che nessuna azienda dovrebbe correre. Un backup indipendente, automatizzato e verificato regolarmente è l’unica garanzia di poter recuperare i dati in qualsiasi scenario.

Vuoi proteggere i dati del tuo Microsoft 365? Auxilia Sistemi implementa soluzioni di backup cloud su misura per la tua azienda. Chiamaci al 06 2170 1593 per saperne di più.

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